"Io non presumo di avere trovato la filosofia migliore; ma so di intendere la vera. Se chiedi, poi, in qual modo io lo sappia, ti risponderò che lo so nello stesso modo in cui tu sai che i tre angoli di un triangolo sono uguali a due retti, e che questo sia sufficiente non lo negherà nessuno che sia sano di mente e che non sogni di spiriti immondi che ci suggerirebbero idee false simili alle vere: infatti, il vero è indice di sé e del falso", Spinoza, in lettera a Albert Burgh.
(Cos'altro infatti potrebbe essere indice di verità se non la verità stessa? E come potrebbe non darsi la verità? Dovrebbe mancare la verità, e anche l'indice di essa. Ma cosa allora lo indicherebbe? Non è dunque che la verità sia indice di sè, è che indicare è esercizio di verità)





