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mercoledì, 11 aprile 2007
"Talvolta per giuoco mi figuro un greco anonimo che arriva a Troia senza averci mai voluto andare. Non si è ancora guardato in giro e già si trova nella mischia, gli dei stessi non sanno ancora che cosa sia in giuoco, ma lui è già agganciato a un carro di guerra troiano e viene trascinato intorno alla città, Omero non ha ancora cominciato a cantare, ma quello giace rmai con gli occhi vitrei, se non nella polvere troiana, sui cuscini della sedia a sdraio. E perché? Naturalmente Ecuba non è nulla per lui, ma nemmeno Elena conta molto; come gli altri greci, chiamati dagli dei, sono partiti e protetti dagli dei hanno combattuto, egli è partito in seguito a una pedata paterna e ha combattuto sotto la maledizione paterna; fortuna che ci sono stati anche altri greci, la storia universale si sarebbe ristretta a due stanze dell'appartamento dei genitori e alla soglia della porta tra di esse", F. Kafka, metà di aprile 1921
postato da: akfak alle ore 11:31 | Link | commenti
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